Jacopo Paoletti con Startup Grind Catania

L’evento “Innovare credendo nelle persone” ospitato da TIM WCAP

 

Lo scorso 15 febbraio, la community catanese di Startup Grind, dopo aver dato nel corso del 2018 voce a imprenditori del territorio di calibro nazionale, ha inaugurato il 2019 portando a Catania la testimonianza di Jacopo Paoletti, Founder & CEO della holding internazionale Comunicatica, ma anche Digital Marketer, Serial Entrepreneur e Startup Advisor di numerose imprese innovative siciliane (PrestoFood.it, Vidoser, SEO Tester Online, Beentouch e Coderblock) e non (Userbot, Japal.it, Moovenda, Notizie.it, 200Crowd e molte altre). Durante l’evento sono state affrontate tematiche legate al mondo delle Startup, del Digitale, del Fundraising e degli Investimenti, ma anche di come sia nata l'idea di creare uno dei gruppi più importanti d'Italia in ambito digitale, capace di creare una rete sinergica tra imprese, agenzie e startup tra Italia e l'estero.

 

Abbiamo colto l’occasione per chiedere a Jacopo di rispondere ad alcune nostre curiosità, ecco cosa ci ha detto:

 

Quando e come nasce l’idea di fondare Comunicatica?



Ho lavorato per una decina d’anni nel management di grandi aziende, sia in ambito marketing/comunicazione che IT/digital, e come molti miei colleghi ad certo punto ho sentito l’esigenza di non lavorare più per qualcuno ma per qualcosa: generalmente è così che passi dall’essere manager ad imprenditore; un salto dalla certezza all’incertezza, ma anche dalla dipendenza all’indipendenza. Questa nuova libertà però porta con sé anche una nuova responsabilità, inizialmente molto difficile da gestire ma necessaria se vuoi crescere e realizzare un tuo sogno. Perché è vero che le grandi aziende mettono giustamente delle briglie ai loro manager, ma in cambio gli danno anche struttura e brand: i “superpoteri” che ti mancano di più quando lasci quelle posizioni.

Così, quando ho scelto di costruire qualcosa di mio, il primo pensiero è stato: come faccio ad avere un brand forte e una struttura solida senza poter accedere da subito ai capitali necessari per farlo nel modo adeguato? È la risposta l’ho trovata nel clustering, ossia nel mettere insieme alcune PMI con cui avevo avuto modo di lavorare negli anni, per creare un gruppo aggregato più grande. Va detto che le PMI che operano nel marketing e nella comunicazione, ed in particolare nel digitale, sono spesso agenzie che si vendono sul mercato come “agenzie a 360 gradi” ma che nella maggior parte dei casi lavorano perlopiù come “contoterziste” per le grandi agenzie.

Hanno quindi competenze estremamente verticali in un comparto specifico e restano molto radicate su una determinata area geografica. Questo significa anche che hanno bassa capacità di scalare, ma nascondono delle artigianalità digitali che difficilmente si trovano in grandi strutture. Inoltre hanno una penetrazione commerciale sui territori dove operano che è difficilmente riproducibile in realtà più verticistiche e consolidate. Da qui l’idea di federarle societariamente con un approccio integrato ma glocal (che unisca cioè una visione globale, e sotto un unico brand, ma garantendo localismi e verticalità proprie di ciascuna realtà) ed è così che è nata Comunicatica, l’Agenzia Digitale Italiana.

Chiaramente, trattandosi di realtà diverse in aree geografiche differenti, anche le velocità di crescita e sviluppo sono diverse, ma quello che è emerso in tutti i casi e fin da subito, è stata l’esigenza comune di fare prodotto oltre che servizio, andando quindi oltre la classica consulenza d’agenzia. Questo è stato il passo che ha portato il nostro gruppo ad avere ad oggi, dopo neanche due anni dalla sua nascita, quasi una ventina di partecipazioni in startup di comparti e mercati molti diversi, e avere così un approccio radicale all’open innovation (verso i nostri clienti) e al rainmaking (all’interno del nostro network di società). Le aziende con cui lavoriamo non cercano infatti solo marketing e comunicazione, ma anche nuovi modi e nuovi strumenti per esserci. Questa contaminazione fra PMI e startup garantisce alla media e grande impresa di avere sempre aria fresca che spalanca le loro porte, ma rispettando metodi, tempi e linguaggi tipici dell’impresa più strutturata.

 

Cosa significa innovare per te?

Innovare significa cambiare lo status quo, mutare lo stato di cose, rendere nuovo, e quindi rinnovare. Quindi per fare il futuro bisogna guardare il passato, per avere l'opportunità di reinventare ciò che intendiamo per nuovo. Innovare non è quindi un qualcosa di finito, ma un movimento costante delle idee, delle persone e delle azioni. Innovare è la più alta utopia che mira a quella perfezione che non si raggiunge mai, è l'insaziabile curiosità che ci spinge sempre più in là verso la fame di progresso scientifico, tecnologico ma soprattutto umano. Ma come diceva Adriano Olivetti "il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande." Per persone come lui che ci serve conoscere ieri per immaginare il domani.

 

Perché credere nelle persone?

Le aziende tutte, startup comprese, sono fatte di persone. Le persone sono il motore vivo di ogni cosa: tutto quello che facciamo è dalle persone e per le persone. L'innovazione più grande oggi è rimettere al centro l'Uomo, e per farlo bisogna credere in esso. Ho sempre sperato di trovare qualcuno che credesse in me, e quando ciò è accaduto ho avuto la possibilità di dimostrare a me stesso ciò che potevo concretamente realizzare, di capire i miei limiti e le mie possibilità, ciò che sapevo e ciò che dovevo ancora imparare, dove ero e dove potevo e volevo arrivare. Oggi nel mio piccolo cerco di fare lo stesso con le persone che hanno scelto di costruire qualcosa con me, a partire dai miei soci, per realizzare loro stessi attraverso la realizzazione degli altri: delle proprie aziende, dei propri investitori, dei propri clienti, e in primis dei nostri collaboratori. Non è sicuramente facile, ma è assolutamente possibile, e vivere concretamente i propri sogni è da sempre la sfida più grande per ciascuno.

 

Perché sono importanti le sinergie nel fare impresa?

Per fare cose grandi servono grandi persone, e le migliori vanno intessute tra loro per realizzare il vestito che sogniamo. Per legare le persone bisogna usare l'ago e il filo come un sarto sapiente, unendo interessi e aspirazioni di molti per il successo di tutti, e in questa sinergia che c'è l'equilibrio fra la realizzazione di sé e quella delle organizzazioni aziendali a cui diamo vita. Un'azienda è un corpo, e in un corpo servono sia la mente per pensare che il cuore per sentire, sia le braccia per fare che le gambe per correre: una mente non è abbastanza senza il cuore, un cuore non è mai concreto senza la mente, le braccia non vanno lontano senza le gambe, le gambe non possono nulla senza le braccia. Tutti sono diversi, ciascuno è fondamentale, ma solo insieme possono essere: questo è per me il senso di sinergia.

 

Un consiglio per chi vuole fare startup?

Non mollate: fare azienda è la cosa più difficile di questo mondo. Creare qualcosa che ieri non c’era è la più alta forma d’arte che possa esistere, e gli imprenditori sono a loro modo gli artisti e i creativi più completi in questo senso (non a caso “creare” e “creativo” e “arte” e “artificiale” sono parenti; l’Uomo ha l’unicità di creare ciò che non è in natura: in questo c’è il nostro essere unici). Ma ricordate che tutto quello che avrete ideato, progettato, realizzato, non andrà mai come avete inizialmente pensato. Fare impresa non è solo realizzare, gestire, calcolare, ma è soprattutto saper governare l’imprevisto. E poi scegliete con cura i vostri compagni di viaggio: i vostri soci e i vostri collaboratori non devono essere solo i più bravi, ma anche le persone con cui volete trascorrere il maggior tempo della vostra vita (e il tempo, al contrario dei soldi, è l’unico fattore economico inestimabile e irriproducibile: non sprecatelo). Ma soprattutto in ogni persona c’è qualcosa di speciale: se riuscirete a trovarlo in ciascuno di loro, potrete trovarlo sempre in voi; credete in loro e loro crederanno in voi. E infine un ultimo consiglio, ma che in realtà è il primo; le imprese hanno un fondamentale obiettivo: fatturare. Noi facciamo tutto questo per far stare bene noi, le persone che lavorano con noi e le loro famiglie. Se crescono loro cresciamo noi, e se cresciamo noi crescono loro: queste sono le molle che devono farci scattare in piedi tutte le mattine, cioè creare ricchezza per far stare bene il prossimo, perché è solo così che potremmo davvero stare bene noi. Ma soprattutto fate, perché queste non restino solo parole: avete solo questa vita, perché sprecarla solo a parlarne?

 

L’evento segue il format della fireside chat, una vera e propria “chiacchierata” davanti al caminetto”, con l’intento di indagare non solo le imprese, ma soprattutto l’imprenditore, la sua storia, il suo percorso e gli insegnamenti appresi negli anni, per trasmetterli ad un pubblico trasversale composto da studenti, curiosi, imprenditori e startupper. Questo format prevede quindi ampio spazio alle domande, all’interazione e alle curiosità, in uno stile assolutamente informale, tipico di questi incontri. L’evento è stato organizzato da Startup Grind Catania, il chapter Catanese di Startup Grind la più grande community globale, sponsorizzata da Google for Startup, che connette oltre 1.5 Milioni di imprenditori in 450 città di 120 paesi nel Mondo con l’obiettivo di educare, ispirare e connettere il tessuto imprenditoriale a livello globale grazie ad eventi promossi sul territorio direttamente dalle community locali.

Startup Grind Catania basa il proprio rapporto su 3 valori (Give first, Make friends, Help others) in grado di riassumete lo spirito delle “fireside chat”, dei workshop e degli eventi di networking organizzati da una community frizzante e di valore, capace di unire sotto gli stessi valori ed in un clima informale, imprenditori e startupper di tutte le età, ma anche studenti e curiosi. Ogni evento porta con sé il bagaglio di un ospite di importante caratura, capace di aprirsi per raccontarsi in un vero e proprio flusso fatto di storie, consigli, esperienze e insegnamenti.